Il Console PDF Stampa E-mail

Fabio Console è nato nel 1973 a San Calogero (VV) ed ha iniziato le sue esperienze artistiche a Scalea (CS).
Nel 1998 esordisce sul panorama della discografia indipendente con l’album “Liberi e Fuori”. Le influenze rock e blues di questo primo cd si rivelano una costante della personalità artistica del cantautore scaleota, che qualche anno dopo si fonderanno alla tradizione musicale etno-calabrese, dando vita ad una nuova ed originale sintesi musicale. Il progetto musicale VentuNovu, di cui il Console è tra gli storici fondatori, nasce infatti sul presupposto di una rivisitazione della musicalità tipica calabrese in chiave rock e blues e di un’incontro/scontro con la multiculturalità della “world music”.

L’interesse e l’entusiamo che il progetto musicale suscita nel pubblico durante i concerti estivi di TantaTaranta (nel 2001), sollecita i VentuNovu alla pubblicazione di un frutto discografico. Così il 2002 è l’anno di “Donna Calabria”, primo cd del progetto VentuNovu. La presentazione dell’album, tenuta all'Università della Calabria, dà il via all'omonimo tour estivo. L’originalità dei contenuti letterari e dei messaggi di questo primo cd vengono percepiti ed accolti soprattutto dalle nuove generazioni come la rappresentazione poetico-dialettale e musicale di una dimensione popolare e di un’antica saggezza contadina da scoprire e di cui riappropriarsi.
Sul solco di questa visione musicale e culturale nel 2003 i VentuNovu realizzano “Dalla Terra dei briganti”. Con questa nuova produzione il gruppo percorre in lungo ed in largo la terra dei briganti, passando dalle zone più aspre ed impervie della Sila e del crotonese ai centri della Lucania, della Campania e su su fino a Roma. Il ciclo dalla terra dei Briganti viene riproposto nuovamente nell’estate del 2004.

Alla fine dello stesso anno i componenti che con il Console avevano fondato e costituito il gruppo etno-calabrese decidono di chiudere l’esperienza comune per intraprendere nuovi percorsi artistici. Fabio Console decide di fondare con l’aiuto degli ambienti dell’associazionismo calabro della metropoli romana “L’Ambasciata calabrese”, attività operante a Roma e impegnata nella promozione della cultura calabrese attraverso un'omonima vineria/etnopub (specializzata in "folk food"), un’etichetta di produzione musicale e letteraria e l’organizzazione di associazioni, che produce e gestisce eventi “made in Calabria”.

Il successo delle diverse iniziative dell’"Ambasciata" spinge il “Console” a pensare ad un’attività comprendente musica, cultura ed eno-gastromia; nasce così la “vinoteca” omonima, incentrata sull’eno-gastronomia tipica calabrese. L’"Ambasciata calabrese" diviene un punto di socializzazione, di riferimento culturale ed eno-gastronomico, non solo per tanti calabresi, ma anche per gli amanti del vino, dei prodotti tipici e della cultura tradizionale.

Nel dicembre del 2007 ritorna finalmente a “soffiare” sulla scena musicale etnico-popolare la tradizione calabrese tra tarantella e rock blues, tipico sound legato indissolubilmente al nome “VentuNovu project”. Questa volta l’idea di Fabio Console, prodotta e distribuita con l’etichetta dell’Ambasciata calabrese, porta il titolo di “Anima Kalabra”, album che si compone di 10 brani e viene presentato a gennaio 2008 nel noto locale romano “Locanda Atlantide”.

Il progetto VentuNovu, nato pensando alla terra calabrese, si sviluppa, così, on the road tra Roma e Londra, attingendo alla collaborazione di musicisti incontrati in queste due metropoli europee: è in questo continuo incontro/confronto che prende forma l’idea originale di una calabresità accessibile in the world perché naturalmente predisposta a una comunicazione cosmopolita.

 

È tempo è il titolo dell'ultimo album firmato VentuNovu Project (agosto 2011), comprendente brani inediti ed altri ripresi dallo storico repertorio VentuNovu.
Il nuovo album è concepito sui binari della sperimentazione e della mistione di diversi stili e sensibilità musicali, che incontrandosi e confrontandosi, danno luogo ad una sintesi che non si fa mai ridurre o catturare dentro schemi e modelli retorici. La musicalità propria della forma dialettale, l'ironia di fondo con cui Fabio Console ripropone la sua Calabria e il sud, si incontrano, si esprimono e si raccontano attraverso i più disparati linguaggi musicali, dal blues al funky, dal raggae al country, dal flamenco alla tarantella.

Così, Fabio Console  parla di temi impegnativi e drammaticamente attuali, come quelli sulla 'ndrangheta, ai quali dedica il brano Dio c'è, oltre che l'intero album. Alla riflessione sulla mafia si affiancano poi temi più leggeri di filosofia popolare calabrese come "U mundu je comu 'na rota", di speranza e rinnovamento culturale come in "Zorro Presidente".

Ultimo aggiornamento Martedì 30 Agosto 2011 09:13
 
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